Archivio di ottobre 2011

Le ricette di Jimbo – Ciambelle biologiche con mousse di cachi

Preparazione: 80’ Cottura: 20’ Difficoltà: media Vegetariano Per 10 ciambelline per la pasta brioche: 250 g di farina (preferibilmente tipo 2) più un cucchiaio per gli stampi, 1 uovo più 1 tuorlo, 100 ml di latte di mandorle, 90 g di malto di grano, 70 g di olio di mais più un cucchiaio per gli stampi, 50 g di mandorle tritate finemente, 50 g maizena, la scorza grattugiata di 1 limone, 15 g di lievito di birra, sale; cacao o zucchero a velo per decorare Per la mousse: 200 g di polpa di cachi, 100 g di succo di mela, 30 g crema di mandorle, 2 g di agar-agar in fiocchi o in polvere, vaniglia in polvere, sale 1 Stemperate il lievito di birra nel latte di mandorle tiepido, incorporate un cucchiaino di malto e un po' di farina necessaria per dare consistenza. Lasciate lievitare in un luogo caldo per 15 minuti o fino a quando il volume del composto sarà decisamente aumentato. 2 Battete con una frusta l'uovo e il tuorlo insieme al restante malto in una terrina grande, incorporate a filo l'olio, le mandorle tritate, la scorza grattugiata e un pizzico di sale. Unite l’impasto lievitato e mescolate bene. 3 Setacciate la farina insieme alla maizena e aggiungetele un po' alla volta agli altri ingredienti, sempre mescolando con cura. 4 Oliate e infarinate 10 stampi da ciambella del diametro di 7,5 cm. Raccogliete l'impasto in una sacca da pasticciere senza bocchetta e distribuitelo negli stampi riempiendoli un po’ meno della metà. Sistemate gli stampi in un luogo caldo a lievitare per circa 45 minuti, finché l'impasto sarà cresciuto e quasi traboccherà. Quindi infornate a 170 °C per 20 minuti. 5 Portate a bollore in un pentolino il succo di mela insieme all'agar-agar e a un pizzico di sale, mescolando fare sciogliere il gelificante e poi levate dal fuoco. 6 Frullate la polpa di cachi e incorporate il purè ricavato al succo di mela, mescolate bene e mettete in frigo. Quando raddensato, frullate il purè unendo un cucchiaio di crema di mandorle. Riempite con la mousse la sacca da pasticciere e farcite le ciambelline dopo averle spolverate con un po' di cacao o di zucchero a velo. Leggi il resto di questo articolo »

Stock di carbonio nel suolo = Stock exchange ?

A cura di Luca Colombo ( ricerca.bioagricultura@aiab.it ) Il 2 dicembre a Milano, nel quadro del congresso AIAB, FIRAB organizza una giornata di riflessione sulla riconnessione di coltivazione e allevamento su scala aziendale o comprensoriale e sulla necessità di ridurre l’intensità di carbonio dell’agricoltura. Il convegno si terrà contemporaneamente ai lavori della Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, in programma a Durban, Sud Africa, dove agricoltura e mitigazione climatica muoveranno nuovi passi, la cui direzione resta però ancora incerta. In questo contesto, vi è un crescente interesse nel trasformare la CO2 sequestrata o immagazzinabile nei suoli in una bene di scambio nel mercato dei crediti di carbonio. Crediti acquistati da società per compensare le loro emissioni di gas a effetto serra o da investitori interessati a speculare sulle oscillazioni del loro prezzo. Leggi il resto di questo articolo »

Il Bio che cambia, la Pac invece no!

Il Congresso Federale AIAB 2011 è partito! Sono iniziate le Assemblee Regionali che ci accompagneranno fino a Milano dove ci ritroveremo tutti dal primo al quattro dicembre. Un percorso che metterà in evidenza quanto il biologico sta influenzando la società e quanto nello stesso tempo noi dobbiamo aggiornarci per rispondere alle nuove sfide per implementare dei modelli di produzione ecologicamente più efficienti e socialmente più giusti. Chi invece rimane sostanzialmente immobile è la Politica Agricola Comunitaria (PAC). La Commissione Europea ci ha dato materiale per confrontarci per i prossimi mesi: una proposta legislativa per la nuova Politica Agricola Comunitaria dal 2014 al 2020. Sono riusciti nello straordinario esercizio di scontentare tutti. Il Bio non fa eccezione: siamo stati riconosciuti come i migliori e per questo beneficeremo anche di aiuti dal primo pilastro, ed abbiamo una misura specifica nei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR). Purtroppo, come troppo spesso accade, alle parole non seguono i fatti. Nei PSR ci saranno meno soldi di prima e gli obbiettivi da coprire sono molti più ambiziosi. Queste scarse risorse devono servire anche ad intervenire in occasione delle emergenze cicliche che colpiscono l'agricoltura in termini di crisi di mercato (vedi pesche quest'anno) o altre emergenze sanitarie (vedi cetrioli ed in genere tutti gli ortaggi sempre quest'anno). Per la Commissione è troppo facile scrivere un immenso menu (le nuove misure dei PSR) che ti permette di fare tutto ed il contrario di tutto e poi lavarsene le mani. Le reazioni dall'Italia non sono tanto più incoraggianti, prepariamoci a vedere un quadro sostanzialmente immutato con sempre le stesse aziende (sempre più vecchie) che prenderanno solo un po' meno soldi. L'agricoltura Europea continuerà a vedere le aziende chiudere allo stesso ritmo di oggi: 3 milioni in dieci anni! Leggi il resto di questo articolo »

Maltempo, Ferrante (AIAB): ” Per arginare il dissesto del nostro territorio bisogna investire in agricoltura e invertire la tendenza alla perdita di suolo agricolo “

"I nubifragi che si sono abbattuti su Liguria e Toscana, a causa dei quali hanno tragicamente perso la vita 7 persone e risultano tutt'ora scomparse altre 8 persone, ci ricordano quanto il nostro territorio sia idro-geologicamente fragile. Un fatto noto. Tanto che, come più volte denunciato da Legambiente, nell'82% dei comuni italiani sono presenti aree esposte a rischio frane e alluvioni. Una vera emergenza nazionale da affrontare con la massima urgenza, evidentemente aggravata dalla cementificazione e dalla perdita di suolo agricolo. Secondo i dati provvisori del 6° Censimento generale dell'agricoltura, infatti, l'Italia è caratterizzata da una pesante perdita della superficie agricola utilizzata, meno 300 mila ettari tra il 2000 e il 2010, e da una ancor più pesante perdita di superficie aziendale totale, meno un milione e mezzo di ettari nello stesso periodo, che nell'insieme configurano un vero e proprio abbandono delle zone rurali e una pericolosa erosione di terre fert ili". Così Andrea Ferrante, presidente nazionale dell'AIAB, commenta le tragiche conseguenze dell'ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Penisola. Leggi il resto di questo articolo »

Le ricette di Jimbo – Focaccia biologica alla barbabietola e cipolle rosse

Tempi di preparazione: 25' Tempi di cottura: 50' Difficoltà: facile Vegetariano, senza latticini Va preparato in anticipo Per 4 persone 320 g di farina, 100 g di barbabietola cotta, 3 cipolle rosse, 12 g di lievito di birra, olio, sale 1 Frullate la barbabietola con mezzo cucchiaino di sale, 2 cucchiai d’olio e l’acqua sufficiente per ottenere una crema. 2 Impastate la farina (tranne 2 cucchiaiate da tenere da parte) insieme al lievito sciolto in circa 175 ml d’acqua tiepida fino a ottenere un impasto uniforme; incorporate la crema di barbabietola e la farina messa da parte e continuate a mescolare fino a far amalgamare tutti gli ingredienti. 3 Stendete la pasta a uno spessore medio di 1 cm, coprite e lasciate lievitare per almeno 45 minuti. 4 Rosolate le cipolle affettate con un pizzico di sale e 2-3 cucchiai d’olio per 15 minuti. Una volta fredde, distribuite le cipolle sulla pasta premendole un po’, quindi infornatela a 210 °C per 25-30 minuti. Leggi il resto di questo articolo »

A Tavola 2011, contro le frodi alimentari un’organizzazione coordinata ancora più efficiente

Un Paese, l'Italia, dove le contraffazioni alimentari si alternano ai controlli e alle operazioni di tutela del consumatore. Un illegale business milionario che colpisce tutta l'alimentazione Made in Italy: dai pomodori S.Marzano alle mozzarelle di bufala, dai panettoni alle colombe artigianali, dall'olio extravergine d'oliva ai vini di alta qualità. È il quadro che emerge dall'VIII° Rapporto sulla Sicurezza alimentare a cura di Legambiente e Movimento Difesa del Cittadino (MDC). La contraffazione è la spina nel fianco dell'economia italiana. Un sistema di frode sempre più invasivo, moderno, capace di fruire di tutti i canali di diffusione (virtuali e non) amalgamandosi nel marasma dell'offerta alimentare. Sono cifre milionarie il valore dei sequestri ad opera degli istituti preposti ai controlli. 430 mila controlli nel solo 2010 che hanno sottratto un quantit ativo di merce pari a 36 milioni di chilogrammi e più di 18 milioni di litri di prodotti contraffatti o in cattivo stato di conservazione. Numeri impressionanti che, se per un certo verso allarmano, nell'altro si presentano rassicuranti. L'opera di controllo a tappetto sull'agroalimentare che impegna ogni giorno numerosi Istituti di Controllo (dall’Agenzia delle Dogane ai Carabinieri per la Tutela della Salute (Nas), ai Carabinieri per le Politiche Agricole e Alimentari. Dalle Capitanerie di Porto al Corpo Forestale all’Ispettorato ai Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione ed i Servizi Veterinari dei Dipartimenti di Prevenzione delle A.S.L. e Laboratori pubblici che operano nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale), restituisce una credibilità al settore agroalimentare italiano, fortemente penalizzata, e la tranquillità ai consumatori. Leggi il resto di questo articolo »

Congresso AIAB 2011 – Il bio che cambia dall’ 1 al 4 Dicembre

Dal 1° al 4 dicembre 2011, a Milano, si svolgerà il Congresso Federale dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB), presso il Centro Congressi della Provincia, in via Corridoni. L'Italia continua ad essere, per numero di aziende convertite al biologico, leader in Europa ed è il principale attore dell'export a livello dell'Unione Europea. A questa vocazione verso l'export, si è accompagnato in questi ultimi anni, uno sviluppo tumultuoso del mercato nazionale, costantemente in crescita anche durante le difficoltà della crisi economica. Il biologico italiano ha avuto quindi la capacità di sviluppare diversi mercati ed, in particolare quello della domanda pubblica. L'Italia è infatti l'unico paese al mondo dove oltre 1 milione di pasti sono consumati quotidianamente nelle scuole con prodotti biologici. Accanto alla domanda pubblica, il biologico ha anche saputo sviluppare in maniera originale la vendita diretta, che pesa in maniera rilevante sul totale delle vendite del settore. L'AIAB nasce 23 anni fa dall'unione dei coordinamenti regionali dei produttori biologici italiani ed oggi conta su 18 Associazioni regionali federate in unica grande associazione. AIAB è il principale soggetto di rappresentanza dei produttori biologici italiani e raccoglie al suo interno anche il meglio del corpo tecnico del settore ed i consumatori singoli o organizzati più attenti alle dinamiche del biologico italiano. Il Congresso dell'AIAB si svolge ogni tre anni e, oltre ad essere un momento importante a livello associativo, rappresenta una delle principali occasioni di partecipazione e riflessione sui futuri sviluppi del settore biologico italiano ed internazionale. Il Congresso dell'associazione, preceduto da assemblee ed appuntamenti preparatori in ogni regione, coinvolge diverse centinaia di persone. AIAB fa parte di reti internazionali, come IFOAM e Via Campesina, che fanno del Congresso Federale un evento di livello internazionale con partecipanti che provengono da diversi continenti. Il Congresso di Milano sarà quindi l'occasione per far incontrare i principali soggetti a livello nazionale ed internazionale interessati a vario titolo nel settore. Il Congresso è accompagnato da una serie di incontri preparatori su tutto il territorio regionale Lombardo ed, in particolare nella settimana del congresso, da una serie di eventi collaterali che si svolgeranno nella Città di Milano. Leggi il resto di questo articolo »

Giornata mondiale della pasta, AIAB: ” Grazie al bio si recuperano nuove fasce di mercato e antiche varietà a un prezzo equo “

"Il modo migliore per celebrare la giornata mondiale della pasta organizzata dall'International Pasta Organisation e Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, almeno per il biologico - commenta Andrea Ferrante, presidente nazionale AIAB -, è ricordare quanto il nostro settore stia contribuendo all'espansione del consumo dei cereali, anche minori, senza fossilizzarsi sulle poche varietà di grano duro apprezzate dall'industria alimentare. Come certificato dall'ISMEA, infatti, i consumi di pasta e riso biologici nei primi quattro mesi del 2011 sono cresciuti a un ritmo vertigionoso: addirittura superiore al 30%. Una percetuale che testimonia da sola l'esplosione della pasta biologica, grazie alla quale si recuperano sempre più spesso anche le varietà antiche di grano che oltre a conservare la biodiversità varietale si rivelano molto utili anche ad evitare le intolleranze alimentari". Leggi il resto di questo articolo »

Sicurezza alimentare, le organizzazioni sociali e contadine prendono la parola e fermano i ladri di terra

Positiva la valutazione del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (CISA) sui negoziati del Committee on World Food Security appena conclusi presso la FAO. Serve anche per l'Italia un tavolo partecipato sul futuro dell'agricoltura e del cibo 4 giorni di intensi dibattiti su un solo articolo del documento centrale nel negoziato sulla terra. Numerosissime e nutrite le delegazioni degli Stati presenti, 37 imprese transnazionali e oltre 250 delegati di più di 200 organizzazioni sociali di tutto il mondo. La 37esima sessione del Comitato per la Sicurezza alimentare mondiale (Committee of World Food Security o CFS) insediato presso la FAO si è chiusa nel fine settimana dando con questi soli numeri un segnale chiaro dell'importanza della questione politica della 'terra' e della partecipazione delle Organizzazioni sociali e dei piccoli produttori alle decisioni strategiche per la vita delle nostre comunità. La valutazione del lavoro svolto che emerge dalle Organizzazioni che aderiscono al Comitato italiano per la Sovranità alimentare (CISA) - che comprende oltre 270 associazioni di categoria, organizzazioni non governative, sindacati, associazioni e movimenti sociali ed ambientalisti che hanno deciso di unirsi in una piattaforma italiana per sostenere la Sovranità Alimentare e tutte le questioni ad essa collegate - e che hanno supportato la partecipazione delle organizzazioni sociali internazionali al vertice, è ad ogni modo, sostanzialmente positiva nel complesso. "Siamo riusciti ad attivare una dinamica di partecipazione efficace e rappresentativa - sottolinea Sergio Marelli, presidente del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare, che è riuscita a conquistare risultati importanti come, ad esempio, aver ottenuto che i discussi principi stilati dalla Banca Mondiale sugli Investimenti Responsabili in Agricoltura (RAI), che avrebbero, di fatto, funzionato come ombrello per l 'acquisto di terre su larga scala e investimenti di privati senza alcuna valutazione di impatto, saranno rivisti e negoziati dai Governi il prossimo anno, solo dopo l'approvazione finale delle Linee Guida Volontarie della Fao sulla gestione responsabile della terra, dei territori di pesca e delle foreste" Leggi il resto di questo articolo »

Il contributo del biologico alla sicurezza alimentare del pianeta

A cura di Luca Colombo - ricerca.bioagricoltura@aiab.it Ottobre è il mese dedicato dalle Nazioni Unite al tema alimentare, si tengono le riunioni annuali del Comitato Sicurezza Alimentare e si celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione che i movimenti sociali hanno tradotto in Giornata Mondiale per la Sovranità Alimentare. Con prezzi e mercati del cibo volatili e con l’enfasi costantemente posta sull’ossessione produttivista, ottobre rappresenta anche l’occasione per tornare sul contributo che il bio può offrire nella sfida alimentare attuale e futura. L’agricoltura biologica, come ogni altro modello a basso input, si caratterizza per una ridotta impronta ambientale, energetica e climatica garantendo una prospettiva di sostenibilità e generando alimenti sani che –proprio perché ad alto contenuto nutrizionale e di lavoro– non sono sacrificati come commodity destinati agli agrocarburanti o agli allevamenti industriali. Ma produce alimenti in quantità apprezzabili e adeguate al fabbisogno planetario? Detto che la FAO sottolinea come 1,3 miliardi di tonnellate di derrate, circa un terzo del cibo prodotto nel mondo, è perduto o sprecato e che un’analoga quantità è dirottata verso i sistemi zootecnici sotto forma di mangimi, questa domanda rappresenta uno dei cliché nel dibattito sui modelli agricoli (dibattito spesso monco di analisi sui modelli di consumo), cui però non ci si deve sottrarre. Leggi il resto di questo articolo »

La piccola agricoltura familiare può sfamare il mondo

Mentre scriviamo continuano i lavori presso la sede romana della FAO, dove per la 37a sessione del Comitato Mondiale sulla Sicurezza Alimentare (CFS) sono riuniti i rappresentanti dei governi del mondo con l'obiettivo di cercare risposte adeguate all'ormai inaccettabile problema della fame e della sicurezza alimentare dei popoli. Una vasta delegazione de La Via Campesina è a Roma per rivendicare i diritti di coloro che la terra la lavorano e la custodiscono ogni giorno: agricoltori, pescatori e allevatori da tutto il mondo. La delegazione accoglie con favore il riconoscimento delle organizzazioni della società civile all'interno del dibattito in atto presso il CFS. Si tratta di un passo avanti positivo verso una maggiore democrazia e inclusione dei gruppi più colpiti dai fallimenti del sistema alimentare dominante. Tuttavia, le dichiarazioni dei governi non sono ancora all'origine di scelte politiche concrete. L'adozione delle Linee Guida volontarie per la gestione responsabile della terra, della pesca e delle foreste dovrebbe avvenire il più presto possibile. Già ora sono troppi gli agricoltori che sono stati espulsi dalle loro terre. Gli stati devono riconoscere l'urgenza del problema e prendere tutte le misure necessarie a fermare immediatamente questo fenomeno. Sarebbe necessario anche che fossero messe da parte una volta per tutte le iniziative volte a legittimare la massiccia acquisizione di terre -il land grabbing-, come i principi sugli investimenti Agricoli Responsabili (RAI) promossi dalla Banca Mondiale. Dovrebbe altresì essere chiaro che le acquisizioni di terra su vasta scala non rappresentano un investimenti in agricoltura, bensì l'avidità delle corporation a scapito dei più deboli. Leggi il resto di questo articolo »

OGM, lancio rapporto curato da Vandana Shiva; AIAB e FIRAB: “Italia punti su modello agricoltura sostenibile, vari subito clausola di salvaguardia e più controlli su sementi importate”

"Gli Ogm in agricoltura? Un fallimento totale." Lo documenta il rapporto "THE GMO EMPEROR" "HAS NO CLOTHES - Rapporto globale dei cittadini sugli OGM" curato da Vandana Shiva, che raccoglie evidenze planetarie di impatti e resistenze sociali. Un fallimento che intanto produce danni economici e ambientali su cui le istituzioni devono vigilare e legiferare per salvaguardare persone e territori. È questo il commento di AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) e FIRAB (Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica), co-promotori del rapporto stesso, alla vigilia della sua presentazione in anteprima mondiale. "L'Italia ha finora agito da argine al transgenico grazie alla massiccia, estesa e diffusa opposizione all'introduzione di colture OGM di agricoltori e consumatori, che è stata capace di imporre alle istituzioni centrali e territoriali una politica ispirata alla precauzione. Tuttavia questo non basta più e vanno predisposte con urgenza iniziative legislative e di sviluppo a tutela dell'agricoltura italiana, a partire da quella biologica", afferma Andrea Ferrante, Presidente di AIAB. Nonostante l'impegno delle organizzazioni sociali ed economiche e delle istituzioni, purtroppo sul piano giuridico agricoltori e consumatori italiani ancora non hanno certezze sugli OGM. Le priorità di intervento che rivendichiamo vanno dal varo urgente della clausola di salvaguardia, cosicché l'Italia si unisca ai numerosi Paesi europei che hanno vietato la coltivazione degli eventi transgenici, alla predisposizione di un piano mangimistico che faccia leva su risorse foraggere autoctone, sull'inclusione di piante proteiche nelle rotazioni previste dal greening della PAC e sull'importazione della quota mancante con soia non-GM; a un piano sementiero lungimirante per le piante oleaginose integrato da più efficaci controlli sulle sementi importate; alla definizione di dispositivi normativi sulla responsabilità penale e civile dell'industria sementiera biotech all'origine dei problemi di contaminazione. Leggi il resto di questo articolo »