Editoriale

La filiera corta come risposta al caro carburante

Liberalizzazioni, aumento dei costi dei carburanti e dei pedaggi autostradali sono la scintilla che ha innescato le proteste di 80 mila tra contadini, autotrasportatori e commercianti siciliani che da cinque giorni bloccano strade, ferrovie e porti dell'Isola. Da una Sicilia ormai a secco - distributori di carburante chiusi, scaffali dei supermercati vuoti, scorte di acqua ormai terminate - si innalza la protesta del movimento “Forza d’Urto” che chiede maggiore attenzioni dalla politica siciliana e nazionale sull’economia locale, già da tempo in ginocchio e ulteriormente piegata dai nuovi rincari. In questi mesi in cui la produzione agricola siciliana è al suo picco massimo, soprattutto per gli agrumi, i blocchi del trasporto di alimenti deperibili come arance e ortaggi stanno creano danni stimati intorno al milione di euro. Oltre ai danni immediati la Sicilia – ovvero la prima regione italiana per numero di operatori e superfici bio - rischia un vero e proprio cortocircuito di sistema: la mancata consegna delle derrate alimentari ai distributori “continentali” rischia di far saltare accordi commerciali e favorire cosi le importazioni. Danno che potrebbe in parte essere arginato da politiche volte alla promozione di canali commerciali a filiera corta. Un canale di distribuzione definito spesso 'alternativo', ma che è sempre più apprezzato dai cittadini/consumatori. Non a caso da una recente indagine di mercato svolta da AIAB sull’acquisto dei prodotti biologici è emerso che il 71,70% dei consumatori è interessato agli acquisti diretti, ed il 75,47% gradisce l’ipotesi di partecipare ad gruppo di acquisto. Leggi il resto di questo articolo »

Bio = mc 2 – L’agricoltura che emette (e risparmia) energia

Il 2 dicembre, nell’ambito del Congresso Federela dell'AIAB, la Fondazione Italiana per la Ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica (FIRAB) organizza una giornata di studi sul tema dell’agricoltura mista e della riduzione dell’impronta climatica ed energetica dei processi produttivi nel settore primario. Il giorno precedente, nella stessa cornice, AIAB avanzerà nella riflessione realtiva ai modelli distributivi articolati su base territoriale che mettono in campo, tra le altre cose, anche un contenimento delle emissioni legate ai trasporti delle derrate, così integrando il ragionamento sull’intensità di carbonio dell’intero sistema agroalimentare. Produzione & consumo. Leggi il resto di questo articolo »

Il Bio che cambia, la Pac invece no!

Il Congresso Federale AIAB 2011 è partito! Sono iniziate le Assemblee Regionali che ci accompagneranno fino a Milano dove ci ritroveremo tutti dal primo al quattro dicembre. Un percorso che metterà in evidenza quanto il biologico sta influenzando la società e quanto nello stesso tempo noi dobbiamo aggiornarci per rispondere alle nuove sfide per implementare dei modelli di produzione ecologicamente più efficienti e socialmente più giusti. Chi invece rimane sostanzialmente immobile è la Politica Agricola Comunitaria (PAC). La Commissione Europea ci ha dato materiale per confrontarci per i prossimi mesi: una proposta legislativa per la nuova Politica Agricola Comunitaria dal 2014 al 2020. Sono riusciti nello straordinario esercizio di scontentare tutti. Il Bio non fa eccezione: siamo stati riconosciuti come i migliori e per questo beneficeremo anche di aiuti dal primo pilastro, ed abbiamo una misura specifica nei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR). Purtroppo, come troppo spesso accade, alle parole non seguono i fatti. Nei PSR ci saranno meno soldi di prima e gli obbiettivi da coprire sono molti più ambiziosi. Queste scarse risorse devono servire anche ad intervenire in occasione delle emergenze cicliche che colpiscono l'agricoltura in termini di crisi di mercato (vedi pesche quest'anno) o altre emergenze sanitarie (vedi cetrioli ed in genere tutti gli ortaggi sempre quest'anno). Per la Commissione è troppo facile scrivere un immenso menu (le nuove misure dei PSR) che ti permette di fare tutto ed il contrario di tutto e poi lavarsene le mani. Le reazioni dall'Italia non sono tanto più incoraggianti, prepariamoci a vedere un quadro sostanzialmente immutato con sempre le stesse aziende (sempre più vecchie) che prenderanno solo un po' meno soldi. L'agricoltura Europea continuerà a vedere le aziende chiudere allo stesso ritmo di oggi: 3 milioni in dieci anni! Leggi il resto di questo articolo »

La piccola agricoltura familiare può sfamare il mondo

Mentre scriviamo continuano i lavori presso la sede romana della FAO, dove per la 37a sessione del Comitato Mondiale sulla Sicurezza Alimentare (CFS) sono riuniti i rappresentanti dei governi del mondo con l'obiettivo di cercare risposte adeguate all'ormai inaccettabile problema della fame e della sicurezza alimentare dei popoli. Una vasta delegazione de La Via Campesina è a Roma per rivendicare i diritti di coloro che la terra la lavorano e la custodiscono ogni giorno: agricoltori, pescatori e allevatori da tutto il mondo. La delegazione accoglie con favore il riconoscimento delle organizzazioni della società civile all'interno del dibattito in atto presso il CFS. Si tratta di un passo avanti positivo verso una maggiore democrazia e inclusione dei gruppi più colpiti dai fallimenti del sistema alimentare dominante. Tuttavia, le dichiarazioni dei governi non sono ancora all'origine di scelte politiche concrete. L'adozione delle Linee Guida volontarie per la gestione responsabile della terra, della pesca e delle foreste dovrebbe avvenire il più presto possibile. Già ora sono troppi gli agricoltori che sono stati espulsi dalle loro terre. Gli stati devono riconoscere l'urgenza del problema e prendere tutte le misure necessarie a fermare immediatamente questo fenomeno. Sarebbe necessario anche che fossero messe da parte una volta per tutte le iniziative volte a legittimare la massiccia acquisizione di terre -il land grabbing-, come i principi sugli investimenti Agricoli Responsabili (RAI) promossi dalla Banca Mondiale. Dovrebbe altresì essere chiaro che le acquisizioni di terra su vasta scala non rappresentano un investimenti in agricoltura, bensì l'avidità delle corporation a scapito dei più deboli. Leggi il resto di questo articolo »

FAO, Land grabbing: “Servono nuove regole globali per difendere la terra e chi la lavora”

VOGLIAMO NUOVE REGOLE GLOBALI PER DIFENDERE LA TERRA E CHI LA LAVORA Contadini di tutto il mondo con un presidio davanti alla FAO hanno chiesto stamattina agli Stati di introdurre attraverso i negoziati in corso nuove regole per il diritto alla terra e alla sovranità alimentare. Consegnata al presidente del Comitato Mondiale Sicurezza Alimentare la Dichiarazione di Dakar contro il Land Grabbingsottoscritta da oltre 700 organizzazioni di tutto il mondo "Via gli speculatori dalla terra e dal cibo", "La terra è di chi la lavora e delle comunità locali", "Sovranità alimentare per tutti". Sono alcuni degli slogan lanciati oggi a Roma da un centinaio di rappresentanti del Coordinamento internazionale delle organizzazioni contadine de La Via Campesina, dell'International Planning Committee (IPC) for Food Sovereignty e del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare (CISA) nel presidio organizzato davanti alla sede della FAO che da oggi, per le prossime due settimane, sarà teatro dei negoziati relativi alle Linee Guida Volontarie sulla proprietà della terra (Voluntary Guidelines on the Responsible Governance of Tenure of Land, Fisheries and Forests in the Context of National Food Security), che si concluderanno venerdì, e dalla 37esima sessione del Comitato Mondiale Sicurezza Alimentare (Committee for Food Security CSF) che si occuperà delle crisi alimentari legate alla estrema volatilità dei prezzi alimentari. Leggi il resto di questo articolo »

Ripartire dal biologico

La prossima settimana si aprirà nel segno del biologico. A Namyangju City, in Corea del Sud, si incontrerà il movimento mondiale del biologico per quello che si preannuncia come uno dei più importanti appuntamenti del settore, ma non solo. Dal prossimo 28 settembre al 1° ottobre, infatti, in Corea del Sud si terrà il Il 17 ° Congresso Mondiale del biologico, organizzato da IFOAM, la Federazione Internazionale dei Movimenti per l'Agricoltura Biologica. Stesso luogo, ma una data diversa: 3-5 ottobre, anche per l'Assemblea Generale dei soci IFOAM, assemblea che si tiene ogni 3 anni. L'appuntamento, dicevamo, è prioritario per il settore biologico a livello internazionale, ma non solo. Il biologico, infatti, non è semplicemente una modalità produttiva, ma è un diverso modello di sviluppo, sostenibile, rispettoso dell'ambiente, dei beni comuni e di principi della sovranità alimentare così come del lavoro dell'uomo, solidale e innovativo. Un modello di sviluppo alternativo che si propone di rispondere alle sfide della sicurezza alimentare e della giustizia climatica in modo e che sicuramente, al contrario di quanto sinora fatto dal fallimentare modello dell'agro-industria. Significativo inoltre parlare di bio, ed è la prima conferenza IFOAM in Asia, in un contesto così diverso da quello europeo che però condivide molto della cultura alimentare mediterranea. Infatti l'interesse dei coreani per il bio è legato alla ricerca di salubrità e rispetto ambientale (interpretato in modo quasi zen), ma anche di recupero della raffinata tradizione culinaria. Per tutti questi motivi, oltre al fatto di essere socio storico di IFOAM, AIAB sarà presente in Corea del Sud. Un presenza attiva e propositiva, che vedrà l'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica protagonista sia nel Congresso che nell'Assemblea, proponendo a tutti gli intervenuti un ventaglio di importanti relazioni scientifiche e mozioni politiche. Leggi il resto di questo articolo »

Le virtù del Bio-Sociale

La ricerca di AIAB sull'Agricoltura Bio-Sociale pubblicata nel BIOreport2011 evidenzia alcuni dati particolarmente significativi, sia sotto l’aspetto delle politiche agricole che di quelle sociali. Primo tra tutti il crescente interesse verso tali pratiche testimoniato dall’aumento del numero di operatori bio-sociali, cresciuti di oltre il 100% negli ultimi 3 anni. Un secondo aspetto da rimarcare è la crescita dell’incidenza delle aziende agricole sul totale delle imprese agri-sociali. Sebbene la cooperazione sociale resti la forma giuridica più diffusa, l’imprenditoria agricola passa da un’incidenza inferiore al 25% nel 2007 a circa il 33% del totale degli operatori agri-sociali. Sul versante produttivo si conferma un’attività agricola fortemente diversificata, con una predominanza delle attività ad alta intensità di lavoro, la chiusura dei cicli produttivi e una significativa diversificazione che si esprime nell’esercizio di un mix di attività quali la ristorazione, l’agriturismo, la didattica e la tutela ambientale. Leggi il resto di questo articolo »

Report dell’EEA: l’agricoltura intensiva riduce la biodiversità

Report dell'EEA: l'agricoltura intensiva riduce la biodiversità; AIAB: "La PAC smetta di finanziare un modello agroindustriale che non ha più ragione di esistere" Il quadro che emerge dallo studio "Frammentazione del paesaggio in Europa" (Landscape fragmentation in Europe) dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) in collaborazione con l'Ufficio Federale dell'Ambiente Svizzero (UFAM), presentato ieri 5 settembre, è a dir poco preoccupante. Lo studio, realizzato con metodo scientificamente valido, analizza il grado di frammentazione del paesaggio europeo. Le forze trainanti della crescente suddivisione del paesaggio del Vecchio Continente, agricoltura intensiva e massiccia presenza di infrastrutture sul territorio innanzitutto, stanno portando vicino al "punto di non ritorno" la sopravvivenza della fauna e della flora nostrana determinando il completo disfacimento del paesaggio naturale europeo. Leggi il resto di questo articolo »

Reticenze e latitanze sugli impatti socioeconomici degli OGM in UE

Due anni e mezzo per partorire un topolino. Tanto ci è voluto per dare alla luce il rapporto sugli impatti socioeconomici della coltivazione di OGM in Europa. Dopo che il 4 dicembre 2008 il Consiglio Europeo dei Ministri dell’Ambiente ha espresso all’unanimità la sua insoddisfazione nei confronti del sistema di approvazione degli OGM e la necessità di avviare una riflessione in tal senso anche in relazione agli impatti della loro coltivazione sul sistema sociale ed economico, la Commissione Europea ha raccolto le indicazioni degli Stati Membri e di alcuni portatori di interesse e formulato un rapporto che, oltre a sintetizzarli, riporta anche le sue considerazioni, frutto degli studi finanziati (e orientati) in materia dalla Commissione stessa. Leggi il resto di questo articolo »

Vino Bio: una occasione da non mancare

Se n’è parlato al Biofach, se n’è parlato all’ultimo SCOF, se n’è parlato al Vinitaly e all’ultimo Advisory Group di Bruxelles. Oramai si parla quasi più di vino biologico che di biologico, e c’è il rischio che questo regolamento diventi una chimera. Si era arrivati ad un passo dall’approvazione e poi tutto è tornato in alto mare: manca solo l’accordo tra Stati Membri sulla quantità di solforosa. Leggi il resto di questo articolo »

Biologico, carta penna e calamaio

Se sei un agricoltore o un trasformatore e vuoi notificare per l’agricoltura biologica devi armarti di carta e penna, carta carbone, fotocopie, calcolatrice e di tanta tanta pazienza. Il biologico è un settore che vuole rappresentare il massimo dell’innovazione in agricoltura, forme innovative di rapporto con i consumatori, è un settore nel quale si parla sempre di “nuovo”, ma che invece, dal punto di vista delle pratiche amministrative, è rimasto indietro anni luce rispetto a tutto il mondo agricolo. Si parla di informatizzazione da anni, ma ancora gli agricoltori che vogliono notificare per il biologico devono trascrivere le proprie superfici sui moduli cartacei, devono fare le somme, verificare i catastali, fotocopiare, trascrivere su altri moduli, inviare raccomandate eccetera eccetera eccetera… Leggi il resto di questo articolo »