Diversificazione e vendita diretta le strategie di sviluppo per superare la marginalizzazione adottate dal bio

L’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria) ha presentato, mecoledì scorso, il Rapporto annuale sull’agricoltura italiana 2010. Anche in questa analisi il biologico conferma il suo trend in crescita, nonostante un “quadro economico incerto”. Secondo l’Istituto  Nazionale di Economia Agraria la spesa per i prodotti biologici risulta piuttosto sostenuta, sia in rapporto agli altri prodotti alimentari, che a quelli standard di qualità certificata.
Tra il 2009  e il 2010, addirittura, i prodotti bio confezionati hanno registrato una crescita pari all’11,6% quando altre produzioni di qualità certificata, nello stesso periodo, hanno segnato andamenti negativi o di crescita contenuta.
Tra i prodotti bio confezionati le categorie di  maggior consumo sono l’ortofrutta fresca e trasformata (21,7%), le produzioni lattiero-casearie (18,6%) e le bevande analcoliche (9,4%), che vanno a costituire il 50 per cento del valore totale del consumo biologico. Tuttavia, negli ultimi anni i salumi ed elaborati di carne (+56,4%), i prodotti per l’infanzia (+33,6%) e la pasta e riso (+22,3%) stanno registrando un certo incremento. Le bevande alcoliche (-15,7%), i prodotti dietetici (-8,4%) e i gelati e surgelati (-1,6%), che complessivamente incidono sul totale dei prodotti biologici confezionati per una quota molto ridotta (circa il 3%), invece, registrano una flessione significativa. Un dato, quest’ultimo sui surgelati, che bene si comprende visto la diffusione del sistema di vendita diretta, in cui imprenditori agricoli e consumatori interagiscono direttamente accorciando i passaggi della filiera di distribuzione a zero.
La diversificazione aziendale (rispetto ad una produzione/trasformazione convenzionale), secondo l’INEA, ha rappresentato per varie aziende agricole un’opportunità non solo di sopravvivenza della stessa attività ma anche di recupero di una nuova autonomia in uno scenario economico globalizzante. La vendita diretta, la trasformazione in azienda sono state attività per lungo tempo secondarie se non marginali. È dagli anni Ottanta che la rivalutazione di un sistema di sviluppo produttivo più vicino a quello rurale, come quello biologico, ha portato progressivamente alla conquista di uno spazio sempre maggiore imponendosi come sistema produttivo alternativo e sostenibile.

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