I numeri dell’ Agricoltura Sociale

In occasione dell’Audizione sull’Agricoltura Sociale (AS) alla Commissione Agricoltura della Camera, il presidente nazionale dell’AIAB Alessandro Triantafyllidis ha richiamato i dati dell’indagine sull’Agricoltura Sociale Biologica condotta da AIAB, studio che ha coinvolto oltre 300 operatori agri-sociali, per conto della Rete Rurale Nazionale. Le fattorie sociali biologiche registrano un significativo sviluppo su tutto il territorio nazionale, nei 3 anni che vanno dal 2007 al 2010, come rilevato da una precendente indagine condotta da AIAB, le fattorie sociali sono passate da 107 a 221.
Come ha ricordato il presidente nazionale AIAB Alessandro Triantafyllidis, gli aspetti più significativi riguardano anche altri dati. Primi fra tutti la crescita in 3 anni dell’incidenza delle aziende agricole sul totale dei soggetti che praticano l’agricoltura sociale. Infatti, sebbene la cooperazione sociale resti la forma giuridica più diffusa, il settore agricolo privato e cooperativo, passa da un’incidenza inferiore al 25% nel 2007 a circa il 33% del totale degli operatori agri-sociali nel 2010. Il dinamismo di questa realtà è testimoniato inoltre dall’alta presenza di giovani e donne, con alti livelli culturali, provenienti, spesso, anche da settori extra agricoli, nonché dalle caratteristiche dei soggetti censiti. Le pratiche sono, infatti, caratterizzate da un’attività agricola multifunzionale, con una predominanza delle attività ad alta intensità di lavoro, la chiusura dei cicli produttivi, il ricorso a canali commerciali a filiera corta e una significativa diversificazione che si esprime nell’esercizio di un mix di attività quali la ristorazione, l’agriturismo, la didattica e la tutela ambientale.
AIAB auspica che la Camera e le altre istituzioni elettive decentrate che hanno competenza in materia, colgano il potenziale innovativo dell’AS tanto per affermare una nuova politica agricola che per nuove politiche di welfare e che, di conseguenza, operino per sostenerne lo sviluppo, a partire dai provvedimenti legislativi di sostegno necessari. In questo senso i Piani di Sviluppo Rurale che si dovranno adottare con la nuova PAC, costituiranno un primo banco di prova per le Regioni.

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