Il Bio che cambia, la Pac invece no!

Il Congresso Federale AIAB 2011 è partito! Sono iniziate le Assemblee Regionali che ci accompagneranno fino a Milano dove ci ritroveremo tutti dal primo al quattro dicembre. Un percorso che metterà in evidenza quanto il biologico sta influenzando la società e quanto nello stesso tempo noi dobbiamo aggiornarci per rispondere alle nuove sfide per implementare dei modelli di produzione ecologicamente più efficienti e socialmente più giusti. Chi invece rimane sostanzialmente immobile è la Politica Agricola Comunitaria (PAC). La Commissione Europea ci ha dato materiale per confrontarci per i prossimi mesi: una proposta legislativa per la nuova Politica Agricola Comunitaria dal 2014 al 2020. Sono riusciti nello straordinario esercizio di scontentare tutti. Il Bio non fa eccezione: siamo stati riconosciuti come i migliori e per questo beneficeremo anche di aiuti dal primo pilastro, ed abbiamo una misura specifica nei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR). Purtroppo, come troppo spesso accade, alle parole non seguono i fatti. Nei PSR ci saranno meno soldi di prima e gli obbiettivi da coprire sono molti più ambiziosi. Queste scarse risorse devono servire anche ad intervenire in occasione delle emergenze cicliche che colpiscono l’agricoltura in termini di crisi di mercato (vedi pesche quest’anno) o altre emergenze sanitarie (vedi cetrioli ed in genere tutti gli ortaggi sempre quest’anno). Per la Commissione è troppo facile scrivere un immenso menu (le nuove misure dei PSR) che ti permette di fare tutto ed il contrario di tutto e poi lavarsene le mani.
Le reazioni dall’Italia non sono tanto più incoraggianti, prepariamoci a vedere un quadro sostanzialmente immutato con sempre le stesse aziende (sempre più vecchie) che prenderanno solo un po’ meno soldi. L’agricoltura Europea continuerà a vedere le aziende chiudere allo stesso ritmo di oggi: 3 milioni in dieci anni!

Andrea Ferrante
Presidente AIAB

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