Performance economica del biologico OK negli USA

L’Organic Farming Research Foundation (OFRF) ha pubblicato lo scorso settembre uno studio che analizza il contributo offerto dall’agricoltura biologica negli Stati Uniti, sulla base della letteratura scientifica disponibile. Oltre a citare vantaggi sull’ambiente e sulla salute umana, l’attenzione è stata posta sul suo contributo alla stabilità e alla crescita economica.
Negli USA il settore biologico è lievitato da 3.6 miliardi di dollari nel 1997 a 29 miliardi nel 2010. Nel solo ultimo anno censito le vendite di frutta e verdura biologica sono aumentate del 11,8% rispetto al 2009, nonostante la frenata economica generale. A livello aziendale si registrerebbero anche migliori margini operativi del biologico rispetto alla media degli operatori agricoli statunitensi, e il livello occupazionale è ritenuto stabile o in crescita dal 78% degli operatori del settore. Si stima infatti che il 53% delle aziende biologiche abbiano assunto dipendenti a fronte del 22% dell’intero settore agricolo, in considerazione della tipologia colturale, con maggiore presenza di ortofrutta, e del suo operato più labour-intensive.
Gli autori sottolineano che in una congiuntura di grande difficoltà economica, il biologico vanti prospettive premianti e in controtendenza, pur in assenza di un’incentivazione pubblica che sostenga convintamente il settore. Nel 2012 si rinnoverà il Farm Bill, il piano strategico per l’agricoltura statunitense e si chiede quindi al legislatore di tenere conto di questi dati economici per far leva su un’agricoltura biologica trainante. Qualcosa di affine a quanto rivendicato in Europa nel quadro del processo di riforma della PAC.

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