Rosarno, due anni dopo: AIAB aderisce alla campagna “SOS Rosarno”

Era il 7 gennaio 2010 e a Rosarno scoppiava la rabbia e si consumava una tragedia annunciata che ha visto partecipi i braccianti africani impiegati nella raccolta degli agrumi nel comune calabrese. Ricordiamo scene di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la rivolta di alcune centinaia di lavoratori extracomunitari accampati in condizioni inumane in vecchie strutture industriali. A due anni da quegli episodi poco è cambiato: le mafie locali, la iniqua Bossi-Fini, la crisi finanziaria, hanno alimentato quel sistema di caporalato che continua a tenere ostaggio di pochi soldi centinaia di migranti occupati nel settore agricolo. Le stime prudenziali parlano infatti di 550.000 lavoratori in mano ai caporali.
Ma da allora alcuni di questi lavoratori hanno iniziato a lottare per i propri diritti, coinvolgendo altre realtà, associazioni, centri sociali, gruppi di acquisto solidale e popolare, associazioni contadine, sindacati dal sud al nord Italia. Da qui una serie di iniziative che sono sfociate nella nascita di una Campagna nazionale di denuncia del caporalato e di sostegno ai diritti dei lavoratori migranti: SOS Rosarno. Nell’ambito di questa campagna è stata lanciata una giornata di mobilitazione nazionale per sabato prossimo (il 14 gennaio).
AIAB, che è impegnata su tutto il territorio nazionale con progetti di contrasto al caporalato e al lavoro irregolare, come  la diffusione del marchio Qualità Lavoro che attesta il rispetto delle normative e dei contratti del settore agricolo, non può che aderire alla Campagna SOS Rosarno e alla giornata di mobilitazione nazionale.
AIAB sostiene pertanto le iniziative del 14 gennaio per la “Giornata di sostegno alla resistenza contadina e bracciantile contro lo sfruttamento, per i diritti e la dignità” organizzate su tutto il territorio nazionale da tutti gli aderenti alla Campagna e invita anche i propri soci alla mobilitazione.

Stefano Dell’Anna
AIAB – Settore Internazionale

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