Il vino bio a Villa Favorita ed al Vinitaly: 1 passo avanti e 21 anni indietro

Sabato si aprono i battenti su Villa Favorita 2012 e domenica sul Vinitaly, due appuntamenti consolidati anche per i produttori di vino bio. Ma se per Villa Favorita si tratta di una conferma: luogo d’incontro del mondo “VinNatur”, termine che comprende il bio ma è molto più vasto e dai contorni non definiti per scelta. Per il Vinitaly invece si tratta di una novità che ha un po’ dell’incomprensibile: per la prima volta ci sarà un’area, il VIVIT, dedicata ai “vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica”. Così recita il sito della fiera, ma poi guardando alle caratteristiche che i vini debbono possedere per partecipare a tale area ecco la sorpresa: il bio viene definito sommariamente, in vigneto ed in cantina, e vige l’autocertificazione!

Ebbene dopo 21 anni in cui il “vino da uve bio” è definito per regolamento europeo e proprio nell’anno dell’emanazione del regolamento europeo sulla vinificazione bio, il Vinitaly ripropone una creativa situazione anni ’80 (dello scorso secolo e millennio), corroborata dalla possibilità di prelievo di campioni per l’analisi di eventuali residui. Mi viene da pensare che sia colpa nostra, forse non glielo abbiamo mai detto che i tempi sono cambiati e che la viticoltura bio è qualcosa di un po’ più complesso ma definito e verificato. No, bando ai sensi di colpa: i produttori bio negli ultimi 3 anni hanno progressivamente esplicitato il tutto su etichette e depliantistica, AIAB ha organizzato ogni anno un evento sul tema presso la Fiera… non può essere colpa nostra!

Facciamo allora che non è colpa di nessuno, in Italia si usa così, ma possiamo almeno invitare Vinitaly a pensarci per la prossima edizione? Magari gli organizzatori iniziassero dall’ascoltare ciò che si dirà martedì pomeriggio presso l’area MIPAAF, poi rimaniamo a disposizione per qualcosa di più “al passo coi tempi” che non confonda i consumatori e ancor peggio i buyer ma soprattutto non danneggi i produttori seri che si sottopongono da anni a certificazione e per i quali compilare una bella dichiarazione di conformità è un ritorno al passato.

Cristina Micheloni
Vicepresidente AIAB

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